Da quanti anni gli ex Rivetti sono, appunto, ex? Parlare di decenni sarebbe forse più appropriato. E da altrettanti si discute di che cosa fare di quello spazio vuoto, una ferita e un rimpianto nell’urbanistica della città. Per una manciata di ore, nell’ormai lontano 1994, un gruppo di giovani (di allora) ebbe le idee chiarissime su una sua possibile destinazione: un centro sociale. Uno di quelli “okkupati” con due k, come nelle metropoli, dove un luogo inutilizzato riprende vita grazie all’autogestione, spesso tra le polemiche di chi preferirebbe legge e ordine. Aveva anche un nome, quel centro sociale: Arsenio Lupin, dal ladro gentiluomo della letteratura francese (e delle serie televisive vecchie e nuove). Il collettivo che propugnava l’idea non aveva in mente di occupare, almeno all’inizio. Aveva avviato una trattativa con il Comune e con l’allora amministrazione, embrione del centrosinistra fatto dai vecchi partiti che, tra muri crollati e inchieste giudiziarie su tangenti e corruzione, dovevano ricostruire se stessi dalle macerie. Gianluca Susta, ex Democrazia Cristiana poi diventata Partito Popolare, era il sindaco. Flavio Como, compagno di partito, era l’assessore ai Servizi sociali. Con loro i rappresentanti del gruppo giovanile avevano avviato una trattativa e individuato uno spazio che avrebbero utilizzato volentieri: l’ex lavatoio del Vernato lungo via Ivrea. Il Comune nicchiava, poco convinto dell’idea. Così, quasi per dimostrare che facevano sul serio, quelli del collettivo organizzarono qualcosa che oggi, forse, chiameremmo flash mob. Il ritrovo fu prima in piazza Santa Marta e poi nella piazza della stazione, da dove partì un gruppetto di 250 ragazze e ragazzi che si fermò poco lontano lungo via Carso, al cancello degli ex Rivetti. Un martello per far saltare via l’esile lucchetto e il gruppo si ritrovò dentro gli spazi un po’ rovinati. Appesero uno striscione (“Collettivo giacobino”), lasciarono qualche graffito sui muri scrostati (“This is a rebel post”, un po’ in inglese e un po’ no), accesero un gruppo elettrogeno per alimentare giradischi e amplificatori e distribuirono gratis qualcosa da bere. Arrivarono, in gran numero, polizia e carabinieri e i ragazzi si chiusero dentro. Iniziò una trattativa, pacata nonostante tutto, e alle quattro del mattino, dopo più o meno sei ore di “okkupazione”, il collettivo uscì pacificamente, felice per una vittoria simbolica da portare al tavolo delle trattative. «Siamo disposti a pagare un affitto, basso e simbolico, ma con i nostri mezzi» dissero a “Il Biellese”. «Il contributo del Comune non ci serve». Tra di loro, un poco più che ventenne Tony Filoni, oggi ex sindaco di Mongrando ed ex candidato al Parlamento, oltre che volto più che familiare alla provincia intera grazie al suo furgone dei panini. Non andò bene. Nemmeno una petizione con 1600 firme servì a convincere il Comune, che incassò anche la ferma opposizione dell’allora consiglio di quartiere del Vernato. Nell’ex lavatoio oggi c’è il centro anziani (e vale come paradigma di una città che un po’ invecchia e un po’ ha scelto di farlo). Di Arsenio Lupin restano i ricordi. E ancora oggi, ogni tanto, affiora la necessità di trovare spazi per l’aggregazione giovanile. È stato uno dei temi trattati ai tavoli di “Our vision”, il pomeriggio di meno di un mese fa a Città Studi in cui la commissione giovani della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha riunito i coetanei per ascoltare idee e proposte sulla Biella che vorrebbero.
Ipse dixit
“Caro Francuzzo, voglio ricordarti così, sempre sorridente, positivo, generoso. Sei stato più che un amico. Eri un esempio per la tua famiglia e per tutte quelle persone che ti amavano. Ti porterò per sempre nel nio cuore”
(Luca Infante, ex capitano di Pallacanestro Biella, su Instagram in ricordo di Francesco Montoro, ex fondatore e titolare della cooperativa Eurotrend, oltre che vicepresidente della società di basket, morto venerdì in un incidente stradale a 69 anni)
Un podcast per l’estate
Dell’esperienza breve e intensa del collettivo Arsenio Lupin parla anche Gocce di memoria, il podcast estivo edito da La Provincia di Biella e scritto e “recitato” dal reporter di lungo corso Mauro Zola. Essere dentro la cronaca locale da lustri aiuta Zola, oggi principalmente firma delle pagine biellesi del quotidiano La Stampa, a ripescare pillole di vita biellese del passato, recente o più remoto, trasformandole in miniracconti per chi c’era o anche per chi non ne aveva idea. A rendere le puntate da meno di dieci minuti inconfondibili c’è anche la sua voce, forse non da manuale della radiofonia ma certamente viva e “sincera”. Al ritmo di quattro episodi ogni settimana, Gocce di memoria ha già abbracciato un periodo lungo delle microstorie biellesi: c’è la storia della notte di occupazione degli ex Rivetti da parte del collettivo giovanile ma, per chi era ragazzo in quello stesso periodo, anche la fortuna e il declino de I Cammelli di Candelo, prima discoteca e poi birreria. Ma ci sono racconti che non ci stanno in un episodio solo, come l’inchiesta della cosiddetta Vallettopoli e dei suoi protagonisti, personaggi dello spettacolo e della tv accusati di abusi in cambio di favori, e con il cosiddetto “circo mediatico” fatto di furgoni con l’antenna satellitare sul tetto e cronisti ammassati con i microfoni in resta, accampati nel giardinetto fuori dal tribunale. Si parla molto anche di musica e, per chi non conoscesse ancora la vicenda, basti un suggerimento: la notte in cui i Radiohead dovevano suonare a Ponderano ma poi il concerto non si fece mai. Per La Provincia di Biella è la seconda esperienza nel mondo nuovo e complicato dei podcast: sempre a cura di Mauro Zola era già cominciato Delitti e castighi, dedicato ai vecchi casi di cronaca nera. Nel frattempo è arrivato anche Effetto impresa, che invece promette di essere uno sguardo dell’Unione industriale e dei suoi associati sul mondo dell’economia. La prima puntata è affidata (ovviamente) al presidente Uib Paolo Barberis Canonico. E BiYoung ha pubblicato Bi Talks che offre un punto di vista sulla città con lo sguardo di chi è più giovane. Due sono gli episodi, con il secondo dedicato alla montagna e a Mucrone Local. È già a disposizione da qualche mese invece (N)ice breakers con i consigli della divulgatrice scientifica Alice Pistono sugli argomenti per rompere il ghiaccio nelle conversazioni a tavola, mostrandosi colti e interessanti. La produzione era dell’agenzia di comunicazione digitale BTrees. È in pausa estiva ma è atteso per l’autunno con la sua quarta stagione Ultimo treno, lo sguardo strabico sulla politica biellese di Luca Nobili e Marco Cassisa per Better Radio.
Cosa succede in città
Oggi alle 19 a Valdilana comincia a tavola l’ultima serata del Sant’Eusebio summer festival: il posto a tavola per cena va prenotato al 346.4732811. Segue il karaoke guidato da Elena e Daniel e la chiusura, intorno alle 23, è affidata allo spettacolo di fuochi d’artificio
Oggi alle 19,30 a Camandona l’ultima serata della festa di Sant’Anna comincia a tavola con polenta e funghi nel menu. Si prosegue con la musica dal vivo dei Nats
Oggi alle 21 a Candelo è sera di proiezioni al cinema Verdi: sono in programmazione “100 litri di birra” (Finlandia-Italia, 2024) di Teemu Nikki e “Unicorni” (Italia, 2025) di Michela Andreozzi lle 21,15. L’ingresso in entrambe le sale è a 3,50 euro
I titoli della settimana
Le notizie principali degli ultimi sette giorni secondo le prime pagine dei giornali locali
Lunedì 14
Eco di Biella Centra un palo in bici: in rianimazione
Martedì 15
Il Biellese La moda di lusso era nelle mani degli sfruttatori
La Stampa Uib, in assemblea la stangata dei dazi: “Evitiamo la guerra commerciale”
Mercoledì 16
La Provincia di Biella Alluvione, i soldi non bastano
La Stampa Boom di turisti da tutto il mondo alla scoperta dei tesori del Biellese
Giovedì 17
Eco di Biella Morte Marotta, un anno a Manzo
La Stampa Funivie Oropa, pronto il progetto: ecco come sarà il nuovo impianto
Venerdì 18
Il Biellese La nuova sanità territoriale: lavori per 21 milioni di euro
La Stampa Biella, scatta la “tolleranza zero” contro vandali e violenti in città
Sabato 19
La Provincia di Biella È morto Montoro
La Stampa Scuola, una provincia dimenticata: all’appello mancano 39 insegnanti
Domenica 20
La Stampa Biella, in arrivo il “daspo cinofilo”, nel mirino chi maltratta gli animali



