Bentornata Fila
La testa è in Corea. Il corpo, come nella tradizione ormai consolidata delle multinazionali, è sparpagliato in mezzo mondo, con quel gioco di filiali e di controllate che consente di ottimizzare i profitti. Ma il cuore si direbbe ancora a Biella per Fila e per il suo presidente Gene Yoon, inserito non a caso e già ai tempi del sindaco Dino Gentile nell’albo d’onore della città come i migliori non biellesi che hanno saputo darle lustro (e come Benito Mussolini, ma questa è un’altra storia). Chi è passato negli ultimi tempi da via Cavour e viale Cesare Battisti sa che da quelle parti c’è stato uno dei cantieri edili più attivi della città. Ora i lavori sono finiti ed è tutto pronto per l’inaugurazione: la vecchia sede di Fila diventerà la nuova sede di Fila dalla metà di novembre, come anticipa Il Biellese. Il nome della casa della effe rossa e blu è perfetto per Linkedin e i suoi magniloquenti inglesismo: brand experience center, letteralmente il centro per vivere l’esperienza del marchio, qualunque cosa voglia dire. Per entrare più nel dettaglio nella sede completamente rinnovata troveranno spazio gli uffici del quartier generale globale, un vero ritorno al passato almeno formale che riporta a Biella il cervello dell’azienda nata nel 1923 come produttrice di biancheria intima e poi diventata punto di riferimento per l’abbigliamento sportivo. Soprattutto ci sarà spazio abbastanza per il poderoso archivio da 40mila articoli prodotti nel tempo e per il museo che ne mostra una selezione, tra quelli che tutti hanno visto in tv durante le manifestazioni sportive. Qualche esempio? Le tute di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni (e Manuela Di Centa, Stefania Belmondo, Armin Zöggeler) per gli sport invernali, il tennis con Bjorn Borg, Adriano Panatta e l’Italia vestita di rosso per la Coppa Davis, Boris Becker, il calcio con la Fiorentina di Batistuta e Rui Costa, la vela di Giovanni Soldini e l’alpinismo con Reinhold Messner, la maglia rosa che Marco Pantani portò in vetta al santuario di Oropa nel giorno della sua rimonta storica. Ci sarà più di una ragione anche per gli appassionati di sport e non solo per i designer in cerca di ispirazione per visitare quelle sale e quei cimeli che, nella vecchia sede di via Seminari, erano un po’ stretti. E chissà che non diventi anche una sorta di attrazione turistica. L’investimento di Gene Yoon è stato cospicuo, fin dal riacquisto dello stabile che Fila aveva svuotato nel 2004 e che due anni dopo era stato acquistato dalla famiglia Musso di Biella Scarpe. Il ridisegno cambia e abbellisce anche il volto del parcheggino a uso pubblico con accesso da via Cavour, come si intuisce nell’immagine pubblicata da Il Biellese che riproponiamo qui sopra. E per una volta la città può raccontare di uno spazio inutilizzato che riprende vita.
Ipse dixit
“Mi sento un po’ escluso e anche in una specie di terra di nessuno: non sono in Inghilterra e quindi non posso votare là, ma neppure qui. Rispetto le regole come ho sempre fatto però devo accettare ciò che decidono gli altri. E questo non mi fa sentire del tutto parte della comunità”
(Paul Beresford, insegnante inglese in Italia da più di vent’anni, sull’esclusione dei cittadini non comunitari dal voto per i consigli di quartiere del 30 novembre)
Le notti biellesi
Chi legge ogni sabato su 6aBiella, o giorno per giorno sui media locali, i titoli che ci rendono la capitale del crimine, sa che c’è gente che compone il numero del 112 per le ragioni più strane e disparate: mucche o capre che vagano per le pubbliche vie, cani che abbaiano e danno fastidio, la festa dai vicini con la musica un po’ più alta sono tutte ottime ragioni per coinvolgere i carabinieri. E succede che scene di vita quotidiana vengano interpretate come una minaccia all’ordine pubblico: l’auto ferma non è in panne, ma è di un malintenzionato che fa il palo per un furto, gente che alza la voce chissà cosa combina e invece sta pregando in casa. La città dei grandi fratelli, insomma, che tendono l’orecchio e spiano dalle gelosie assicurando una ronda diffusa di buon vicinato. Poi succede che in pieno centro, in questa stessa città, qualcuno vaghi nel cuore della notte con una scala a pioli lunga abbastanza per arrivare a un balcone del primo piano, la usi il tempo necessario per arrampicarsi e appiccicare un lenzuolo con una scritta e se ne vada e non un cittadino che se ne accorga o si insospettisca. Eppure gli sconosciuti (due, dice La Stampa) che hanno sistemato lo striscione “Governo complice” sul poggiolo della sede di Fratelli d’Italia, all’angolo tra via Italia e via XX Settembre, hanno agito senza che nessuno li notasse benché fossero, inevitabilmente, piuttosto vistosi. Ne hanno messo un altro, di striscione simile, sulla sede della Lega in via Repubblica angolo via Orfanotrofio, tralasciando inspiegabilmente (avevano finito i lenzuoli?) quella del terzo alleato di centrodestra Forza Italia. Nella stessa notte era apparsa anche una bandiera palestinese sulla statua del bersagliere in piazza La Marmora, prontamente rimossa la mattina dopo dalla polizia. Sulle inevitabili e prevedibilissime polemiche politiche della mattina dopo, vi auguriamo buona lettura su siti e giornali locali, con una particolare attenzione se vi va alle reazioni nei commenti a colpi di “zecche” e “sinistrati” anche se il simbolino sugli striscioni somiglia a quello dei guerrieri no vax che hanno già decorato (sempre senza che nessuno se ne accorgesse) le ex Pettinature di via Carso. Resta una domanda, silenziosa come un venerdì notte biellese: in quante altre città sarebbe stato possibile un simile gesto senza essere notati da mezzo passante? Non è che qui, il venerdì che una volta era terra della movida (e delle telefonate al 112 per il troppo rumore), le notti sono così deserte e tranquille (chi ha detto morte?) che quelli con la scala a pioli in via Italia sono semplicemente gli unici in giro?
Cosa succede in città
Oggi alle 21 a Biella torna il cineforum del lunedì allo spazio Hydro di via Cernaia: la scelta per questa sera è “Les amants du Pont Neuf” (Francia, 1991) di Leos Carax. L’ingresso è libero per chi ha la tessera Arci
I titoli della settimana
Le notizie più importanti degli ultimi sette giorni secondo le prime pagine dei giornali locali
Lunedì 20
Eco di Biella L’opposizione si è “svegliata”
Martedì 21
Il Biellese Spaccio, lesioni, furti: tre arresti e tre espulsioni
La Stampa Terziario, bene turismo e servizi ma il commercio arretra ancora
Mercoledì 22
La Provincia di Biella Bullizzato nello sport
La Stampa Biella, colpo di scena sui quartieri: niente voto agli extracomunitari
Giovedì 23
Eco di Biella Cinque scomparsi e mai ritrovati: storie e misteri dei biellesi dispersi
La Stampa Sanità 2.0, più cure sul territorio: in ospedale solo i casi più gravi
Venerdì 24
Il Biellese Ponte chiuso, la città in tilt
La Stampa Violenza, donne ancora in pericolo: in quattro anni 1200 casi da Codice rosso
Sabato 25
La Provincia di Biella Rc auto stangata assicurata
La Stampa Biella, una provincia a tutto green “regina” dell’energia rinnovabile
Domenica 26
La Stampa Biella celebrerà i suoi 1200 anni con un 2026 di eventi internazionali



