Dubai, Tel Aviv, Teheran

A Dubai si va per fare carriera o per fare vacanza. Nella città ultramoderna e avveniristica degli Emirati Arabi Uniti, tra centri commerciali e isole finte, spiagge e grattacieli di vetro e cemento, la guerra non era uno scenario previsto. Invece ha sorpreso tutti, perfino un ministro italiano, vedere le tracce dei missili partiti dall’Iran e inseguiti dalla contraerea dalla finestra degli alberghi tra lusso e aria condizionata. E quelle scie sono diventate anche palle di fuoco e rumori di esplosioni, come quelle che si vedevano alla tv. I giornali locali hanno raccontato soprattutto le testimonianze dei biellesi a Dubai in questi giorni dopo l’inizio del conflitto, scatenato dal bombardamento di Israele e Stati Uniti sull’Iran e con la risposta del regime islamico anche verso gli alleati che hanno le spiagge dall’altra parte del mare.



