
«Parlo della creazione di un mercato fisso coperto, come quello di Porta Palazzo a Torino, con ampi spazi di parcheggio. L’area ideale sarebbe in via Carso, nelle ex Pettinature, dove si potrebbe avviare un percorso di collegamento tra la stazione e il centro città facendo crescere anche una nuova area commerciale»: la frase, dettata a La Stampa in una lunga intervista, è di Vittorio Giordano, professione ristoratore ma anche presidente di Confesercenti, una delle associazioni di categoria dei commercianti in città. Un sogno? Ovvio: si parla di un’area che non è nemmeno di proprietà comunale e di un investimento necessario per realizzarla che, eventuali investimenti di privati a parte, forse è fuori portata perfino andando a caccia di bandi. Ma è (si può dire finalmente?) una proposta di respiro più ampio rispetto alle toppe che da anni si provano a mettere in una barca in mezzo alla tempesta, quello del settore del commercio al dettaglio. Un problema per le aziende, per i servizi che spariscono specie nelle aree più periferiche, ma anche per le casse di Stato e Comuni: «Il commercio di prossimità, ormai scomparso nel 13% dei comuni italiani, garantisce al Paese 4,5 milioni di posti di lavoro e 8 miliardi di imposte versate» aggiunge Giordano nella sua intervista, «mentre la web tax pagata dalle società di e-commerce vale solo 500 milioni. Se non si interviene le nostre città diventeranno un deserto». Il macro-intervento proposto riguarda il fisco ed è su scala nazionale: «Creare zone economiche speciali nei centri storici, in cui le attività possano godere di un regime fiscale agevolato, formazione, sostegno all’innovazione e agli investimenti». Il tentativo di farlo “in casa”, con l’operazione del distretto urbano del commercio, non ha finora portato a epocali cambi di rotta e, nel 2026, mancano anche i finanziamenti del bando regionale, con il progetto biellese finito fuori classifica. Invece sul trasloco in centro del mercato, Giordano è allo stesso tempo poco convinto ma anche disposto al dialogo: «Non è detto che se il mercato tornerà in centro sarà di nuovo tutto come prima» spiega. «Condivido comunque e apprezzo che l’amministrazione si stia sforzando di intervenire per impedire lo stillicidio continuo di attività commerciali». La sua proposta è di sperimentare per gradi: «Penso a mercati più piccoli per le diverse categorie merceologiche, che potrebbero essere organizzati in spazi poco utilizzati, come piazza del Monte o la Galleria Leonardo da Vinci. Qui potremmo iniziare a sperimentare ogni mese mercati alimentari, mentre ai Giardini Zumaglini si potrebbero ospitare, una volta al mese, mercati dedicati all’abbigliamento, come avviene con il mercato europeo. Una soluzione definitiva immediata è complicata, bisogna testare il risultato economico per gli operatori, ma anche le questioni logistiche. Spostare il mercato tre volte la settimana tra piazza Vittorio Veneto e viale Matteotti implica seri problemi di parcheggio non solo degli utenti, anche per i camion degli operatori, e di viabilità, che verrebbe stravolta lungo via La Marmora e nella area di via Mazzini».
Ipse dixit
“Ciao Erika, è passato un altro lunghissimo anno da quando ci hai lasciati. Se tu potessi tornare anche solo per un momento capiresti quanto vuoto hai lasciato nelle nostre vite. Ti pensiamo ogni giorno da nove lunghi anni e sei continuamente nel nostro cuore. Un abbraccio grande da mamma e papà e da tutte le persone che continuano a volerti bene. Ci manchi”
(Il messaggio di Tiziana Suman, madre di Erika Preti, a nove anni dal suo omicidio per mano del fidanzato condannato a trent’anni)
L’altra faccia del Concertozzo
È già stato firmato il documento con cui il Comune ha concesso, per giovedì 25 e sabato 27 giugno, l’area di viale Macallè come alternativa per il mercato, che dovrà lasciare libera piazza Falcone per fare spazio al Concertozzo. «Abbiamo ritenuto di metterlo a disposizione come da loro prima richiesta» sono le parole del sindaco Marzio Olivero riportate da Il Biellese. «Chi vorrà, potrà presentarsi». In effetti, prima che il fronte degli ambulanti scegliesse il no a qualsiasi compromesso, la proposta lanciata da loro stessi era di avere almeno asilo in un’area non troppo lontana da quella dell’evento musicale-benefico, per provare a godere dei vantaggi dell’arrivo annunciato di quelle 10mila persone e oltre stimate sotto il palco di Elio e le Storie Tese. Poi la linea è mutata, un po’ per non creare precedenti (ce ne sarebbe almeno già uno, quello dell’adunata degli Alpini) e un po’ per rimarcare la distanza con l’amministrazione che nel giro di poche settimane, alla fine dell’anno scorso, ha comunicato l’organizzazione del Concertozzo senza aver avvertito prima i commercianti dello sfratto da piazza Falcone e poi ha annunciato la volontà di un trasloco definitivo in centro dei mercati grandi del lunedì, giovedì e sabato nello spazio intorno ai giardini Zumaglini. Anzi, nell’ultima delibera di giunta che destina i fondi residui del bilancio 2025, ci sono un paio di milioni destinati proprio alle opere necessarie per accogliere i banchi nello spazio individuato. Secondo La Stampa, la mossa di concedere viale Macallè avrebbe già sortito un effetto: una cinquantina di ambulanti, dicono le voci di piazza Falcone, sarebbero pronti ad accettare e a presentarsi al lavoro anche in quel sabato. Ma i verbi sono al condizionale. Si passa invece all’indicativo per quanto riguarda l’azione legale: come da programma, è imminente la presentazione del ricorso al Tar contro la delibera (che adesso c’è) sul Concertozzo. La questione è delicata: i rappresentanti degli operatori hanno sempre detto di non aver intenzione di bloccare un’iniziativa dalle evidenti finalità sociali. Ma vorrebbero vedere riconosciute le loro ragioni, magari sotto forma di congruo risarcimento per le giornate di lavoro perse. Dal canto suo il sindaco non si è fatto trovare impreparato. La delibera di sette pagine che riguarda le modalità e gli accordi per il Concertozzo contiene una parte particolarmente lunga e articolata proprio sulla questione del mercato. Mette in fila tutte le fasi della tentata trattativa, ricorda i no ricevuti dagli ambulanti e si chiude scrivendo che «il percorso di consultazione deve ritenersi espletato e concluso», un modo per dire che l’accusa di aver violato le norme in vigore, su cui gli operatori del mercato basano il proprio no, risulterebbe infondata. Prima di scriverla, il Comune ha siglato un contratto di consulenza con un avvocato esperto in diritto amministrativo. E può darsi che quella parte del testo sia farina del suo sacco.
Cosa succede in città
Oggi alle 19,30 a Valdilana si chiude la festa patronale di San Quirico e Giulitta con la cena dell’arrivederci. La serata proseguirà dalle 21 con la musica di Paul Pressure e Analogic Boy
Oggi alle 21,30 a Biella c’è il primo appuntamento estivo al chiostro di San Sebastiano: Lucilla Giagnoni porta in scena “Francesco e l’infinitamente piccolo”, lo spettacolo che ha scritto dedicandolo a San Francesco. Biglietti in prevendita a 23 euro a questo link
I titoli della settimana
Le notizie principali degli ultimi sette giorni secondo le prime pagine dei giornali locali
Lunedì 8
Eco di Biella I biellesi al volante sono “sobri”
Martedì 9
Il Biellese Corda-trappola nel bosco, un motociclista resta ferito
La Stampa Irpef, gli autonomi versano il doppio: ribaltato il luogo comune sui redditi
Mercoledì 10
La Provincia di Biella Vandali, Riva insorge
La Stampa “La Ztl ci costringerà a chiudere”: commercianti di Riva all’attacco
Giovedì 11
Eco di Biella Mercato in centro, ecco due milioni
La Stampa “Il Concertozzo è l’evento dell’anno”: verso gli 11mila biglietti venduti
Venerdì 12
Il Biellese Ponte della tangenziale, da martedì chiuso a metà per un mese e mezzo
La Stampa “Bonus fiscali ai negozi del centro: solo così salveremo il commercio”
Sabato 13
La Provincia di Biella Una città da disboscare
La Stampa Biella, isole ecologiche sulle strade: così cambierà la raccolta dei rifiuti
Domenica 14
La Stampa Strade martoriate e verde incolto: Chiavazza è un quartiere savana


