Greta Thunberg e il reporter biellese

È vicino ai tre milioni di visualizzazioni solo su Instagram il video che Greta Thunberg ha pubblicato sui suoi canali social: la giovane attivista svedese, che alterna l’impegno per l’emergenza climatica a quello in protezione dei diritti umani, lo ha girato a Gjadër, la località albanese dove l’Italia ha “esternalizzato” un centro di permanenza temporanea per il rimpatrio. «Quello che sta facendo il Governo italiano con questi centri» è la didascalia del video «è tra le più serie violazioni ai diritti umani in Europa». Ad accompagnarla fuori dalle mura della piccola e costosa fortezza (74,2 milioni solo per realizzarla, 114mila euro al giorno per farla funzionare secondo uno studio di ActionAid e università di Bari) sono stati i cronisti della rivista Altreconomia. Tra loro c’era il biellese Luca Rondi che, a buon titolo, può essere definito uno dei più informati esperti italiani sui centri di permanenza temporanei. Informato, verrebbe da dire, nonostante tutto: in due occasioni recenti le fonti ufficiali o gli hanno fornito informazioni parziali o gliele hanno negate del tutto. Sul numero di episodi critici all’interno della struttura di Gjadër, la nota del Ministero parla di quattro atti di autolesionismo in 48 giorni tra aprile e giugno, mentre un’ispezione parlamentare aveva calcolato nello stesso periodo ben 68 casi in cui una delle persone in attesa di rimpatrio aveva tentato di farsi del male. Peggio è andata con la prefettura di Torino che ha negato a Rondi l’accesso ai registri del centro di permanenza temporanea del capoluogo piemontese citando un possibile «pregiudizio alla tutela di interessi pubblici inerente alla sicurezza pubblica e l’ordine pubblico». Il giornalista biellese, che la città ha avuto la fortuna di ascoltare dal vivo ai TedxBiella del 2023 con la narrazione della morte in un Cpr di un giovane senza documenti che ci era finito dopo essere stato picchiato selvaggiamente in strada, è anche l’autore di un saggio insieme al collega Lorenzo Figoni. S’intitola “Gorgo Cpr” e parla della gestione di questi centri, spesso oggetto delle sue inchieste su Altreconomia, tra appalti milionari per la gestione e l’abuso di prescrizioni di psicofarmaci (come nelle carceri, del resto) come strumento per “tenere calmo” chi ci è rinchiuso. Tornando al video di Greta Thunberg, l’attivista svedese parla delle «condizioni estremamente disumane» del centro di Gjadër «dove le persone sono costrette a sprecare giorni interi ad aspettare». Proprio Rondi ha raccontato su Altreconomia la storia di un giovane del Camerun, con problemi psicologici conclamati e giù segnalati durante la sua permanenza nel centro per il rimpatrio di Torino. A chi lo ha visitato, diceva di voler «restare qui in Italia», senza sapere che era stato trasferito in Albania. E da giorni, chiuso nella sua cella, si dissetava bevendo la sua urina. Thunberg sbaglia una valutazione nel suo video, quando parla di «centinaia di migranti trasferiti» mentre i numeri risulterebbero essere molto più bassi, nonostante i costi ingenti dell’operazione per le casse statali. Ma lei e Simone Zambrin, l’altrettanto giovane attivista veronese che l’ha accompagnata e che era a bordo della nave con aiuti umanitari per la Palestina bombardata dai droni (pare) israeliani in acque internazionali, hanno comunque sottolineato che «il timore più grande è che in questo caso sia solo un laboratorio mentre altri Paesi europei prendono nota per seguire l'esempio italiano». Cosa che nell’Unione Europea sembra essere già accaduta.
Ipse dixit
“Il sottosegretario Delmastro vuole aiutare i tossicodipendenti detenuti a uscire dal tunnel del “demone della droga”. Vorremmo fargli presente che i reati per cui migliaia di cittadini tossicodipendenti sono in carcere sono il risultato non del “demone della droga” ma del crimine contro l’umanità chiamato “regime proibizionista sulle droghe”, che ha trasformato un problema personale (ma milioni di italiani fumano cannabis senza considerare tale attività un “problema personale”) in problema di ordine pubblico”
(Dal comunicato stampa di Federica Valcauda, tesoriera biellese di Europa Radicale, sul decreto del Governo che vuole far scontare parte della pena in comunità ai detenuti tossicodipendenti che si impegnano a disintossicarsi)
Una giornata in carcere
Troppi detenuti, pochi agenti: la situazione delle carceri italiane riguarda anche Biella. L’hanno vista da vicino due senatrici e una consigliera regionale, alla guida di una delegazione del Partito Democratico che venerdì ha fatto visita alla struttura di via dei Tigli, come è prerogativa di chi ricopre incarichi politici come i loro. I parlamentari Anna Rossomando e Andrea Giorgis, con la consigliera regionale biellese Emanuela Verzella, hanno trovato una situazione che non è nuova a chi si occupa del sistema penitenziario: 474 sono i detenuti, mentre la capienza dovrebbe essere di 395. La maggior parte è nel padiglione più vecchio, dove le celle sono umide, calsissime d’estate e fredde d’inverno, con bagni comuni esterni. «Il padiglione ha bisogno di seri interventi strutturali» ha dichiarato Giorgis a La Stampa. L’altra metà dei guai arriva dai dati sulla polizia penitenziaria: l’organico prevederebbe 255 agenti «ma ne manca un terzo» calcola Anna Rossomando sempre con La Stampa «e sono quindi 175, con un numero importante di giovani costretti a svolgere mansioni per cui servirebbe una maggiore esperienza. A questo si somma la carenza nei ruoli intermedi: sono presenti 15 ispettori mentre dovrebbero essere 25». Allo stesso modo il presidio del personale sanitario non è sufficiente specie alla luce del numero di detenuti con problemi psichiatrici. Biella era risultata essere il carcere con la media più alta in Italia di prescrizioni di psicofarmaci a confronto con la media delle prescrizioni fuori dalle mura della prigione. Quanto alle attività che potrebbero favorire il processo di riabilitazione, ci sono e sono di eccellenza: al laboratorio di sartoria nato con la collaborazione di un marchio come Zegna fece visita anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio pochi mesi fa, con telecamere e obiettivi a documentare quello che appariva come un successo dell’amministrazione penitenziaria. Nella realtà solo 55 detenuti su 474 sono occupati in quel pezzo di fabbrica. «Mentre quasi tutti vorrebbero lavorare» ha detto Filippo Gambini, responsabile legalità dei Giovani Democratici piemontesi, presente alla visita insieme alla segretaria provinciale del Pd Elisa Francese. «Ciò però dipende dai fondi insufficienti. Sarebbero invece soldi ben spesi per un’operazione di reale sicurezza che viene soltanto dal recupero di chi ha passato un periodo in carcere e a cui va data una nuova opportunità».
Cosa succede in città
Oggi alle 12,30 a Pray si apre il terzo giorno della Festa della Fagnana con il pranzo all’ombra dei tigli. Segue alle 19 la cena a base di panissa e dalle 21 la musica irlandese dal vivo con i Rowantree
Oggi alle 19,30 a Camandona la festa di Sant’Anna si chiude prima a tavola con polenta e merluzzo come piatto speciale e poi in musica con il concerto delle Schegge Sparse, band biellese che suona il repertorio di Ligabue
I titoli della settimana
Le notizie principali degli ultimi sette giorni secondo le prime pagine dei giornali locali
Lunedì 21
Eco di Biella Indagato per omicidio stradale
Martedì 22
Il Biellese Cortocircuito e piogge, in tilt la funicolare
La Stampa Biella, la funicolare va ancora ko: “Basta rappezzi, è tutto da rifare”
Mercoledì 23
La Provincia di Biella «Sei disabile? Stai a casa»
La Stampa Biella, assistenza ai pazienti fragili: arriva la radiologia a domicilio
Giovedì 24
Eco di Biella Botte al padre, arrestato il figlio
La Stampa Nelle terre alte una crescita record grazie a turismo e lavoro femminile
Venerdì 25
Il Biellese «Truffe online, sempre di più e fatte anche con l’Ia»
La Stampa La nuova diga diventa un rebus: “Da Roma niente ok al progetto”
Sabato 26
La Provincia di Biella Ieri l’addio a Montoro
La Stampa I biellesi campioni di parsimonia: risparmi record per 580 milioni
Domenica 27
La Stampa Nasce la scuola hi tech da 17 milioni: “Presto la demolizione dell’ex Atap”


