C’è una ragione se la tivù del dolore funzione, se gli inviati di certi programmi del pomeriggio hanno tempestato di chiamate cronisti locali, amministratori comunali, la scuola e l’ufficio postale per sapere dettagli, dettagli, dettagli e riuscire a puntare le telecamere sulla casa di quel ragazzino di tredici anni che ha provato a fare una rapina con la pistola giocattolo e che è stato preso dieci minuti dopo. La ragione è che quei programmi hanno spettatori con la stessa morbosa curiosità e la medesima sete di dettagli, possibilmente che confermino l’idea preconcetta che si sono costruiti in testa con quel poco (per fortuna poco) che della storia è trapelato dalle forze dell’ordine e dalle persone coinvolte. Scorrere i commenti sull’ultimo link pubblicato da La Stampa, per esempio, è un esercizio che scoraggia. Il punto focale, il dettaglio che tutti vorrebbero sapere, è il cognome. Così potranno essere certi che, come si diceva una volta, “l’è nen dij nos”, non è dei nostri. Non lo si nasconde nemmeno questo desiderio che somiglia a una preconfezionata certezza: «Cognome? Non penso Ramella o Barbera» dice uno. «Neanche Coda, non scherziamo» aggiunge un’altra. «Io sono» segue cognome della commentatrice, zona Chiavazza «ma non vado certo a rubare». E se non fosse abbastanza chiaro, ecco il quarto: «Gran bella famiglia, sicuramente di sani principi e sicuramente originaria del loco». Eccoli qui, probabilmente con il pollice su e giù sui social per cercare chi pubblicherà quel dettaglio. O con il telecomando a scanalare alla ricerca dell’approfondimento di cronaca giusto, quello che confermerà i loro pregiudizi. Della questione delle difficoltà economiche della famiglia numerosa del ragazzino, vale la pena fare cenno solo per ribadire che se si vuole, un lavoro lo si trova. E per chiedere durezza del castigo per i genitori e non solo per il “colpevole” che, a tredici anni, per legge non è nemmeno imputabile ma nel frattempo passerà la Pasqua in una comunità e non a casa. Non è nulla di nuovo. Una volta erano i cognomi che sapevano di Italia del sud, isole comprese. Poi quelli che non riuscivano a nascondere le origini albanesi. Ora va di moda la “seconda generazione”, fatta di ragazzi nati e cresciuti qui ma non italiani abbastanza per chi ha dita veloci sulle tastiere dei telefoni. Non è nuovo, il fenomeno. Ma resta estremamente triste.
Ipse dixit
“A me, ’sto ragazzetto sta ’n mezzo al core. 13 anni. Famiglia povera. Non hanno più soldini. Il padre lo accompagna a scuola come tutte le mattine. Solo che lui, quella mattina lì, decide che a scuola non ci va. Va all’ufficio postale di un paesino vicino e lo rapina. Con una pistola giocattolo. Bottino: 500 euro. Lo arrestano tre minuti dopo, mentre cerca di fuggire nei campi. “Non ha opposto resistenza”, si legge nei verbali delle forze dell’ordine. Che secondo me gli hanno anche comprato una merendina. Apriti cielo. Si scatenano “gli uomini giusti” del web. «A schiaffoni. Non gli hanno dato abbastanza schiaffoni! Ecco il risultato». «Famiglia di merda!». Fino a: «Di sicuro è una risorsa boldriniana di seconda generazione!». E mentre leggo i commenti, mi metto dentro al suo pigiama. Sere e sere al povero tavolo, mangiando quello che c’è e ascoltando i genitori che discutono (Piangono? Litigano?) perché di soldi non ce n’è più. E allora, notte dopo notte, studia il “piano malvagio” per aiutare mamma e papà. Come può fare? «Caspita! Aspetta. C’è la cesta dei giochi! La pistola finta che mi hanno regalato tre Natali fa! Sembra vera... ma se io la mettessi nello zaino e poi...». E continuo a immaginare. «No dai. È una cazzata. Però... però se va bene non mi beccano e porto i soldi a casa. Magari andiamo al mare, quest’estate. E papà e mamma non litigano più, non piangono più. Ormai sono grande. Ho 13 anni. Sono grande. Devo farcela». E mi sfilo il pigiama con lui, quella mattina. Mi lavo la faccia con lui, quella mattina. Infilo la pistola finta nello zaino con lui, quella mattina. Mi tremano le gambe con lui, quella mattina. Poi torno a fare il vecchio quale sono. Mi incazzo come una iena. Ma non col ragazzetto. Con quelli che lo vogliono all’ergastolo. Di certo, anime candide e senza peccato. Di certo, persone rette e capaci di ferree opinioni. Di certo, “giudici del bene e del male”. Ma vaffanculo. È un bambino, Cristo Signore. E voi siete delle merde”
(Post su Facebook di Edoardo Tagliani, cooperante italiano attualmente al lavoro in Burkina Faso)
La benzina e il carbone
«Occorre fare tutto il possibile per generare più energia da fonti rinnovabili» si legge nella lettera che pochi giorni fa il commissario europeo all’energia Dan Jørgensen ha inviato ai 27 Stati dell’Unione. Il tema dell’intervento di Bruxelles è la crisi provocata dalla guerra che Israele e Stati Uniti hanno scatenato sull’Iran, con conseguenze a catena sull’approvvigionamento di petrolio e gas nel mondo e, per i consumatori del mondo intero, sul prezzo del carburante indispensabile per tirare fuori le auto dai garage e andare al lavoro. Un esempio ultrarapido su questo fronte arriva dal solito osservatorio empirico del distributore di via per Candelo che ormai il microcosmo di 6aBiella si è abituato a conoscere: il costo al litro del gasolio sta sfiorando i 2,10 euro nonostante il rinnovo del decreto del Governo che ha ridotto le accise. E proprio questo provvedimento sembra in controtendenza rispetto alle indicazioni di quella lettera di Jørgensen: bisognerebbe incentivare la riduzione dei consumi di benzina e diesel, dice il commissario europeo, per esempio imponendo blocchi del traffico a tempo, riducendo i limiti di velocità in città, favorendo o addirittura imponendo il lavoro da remoto come nei tempi della pandemia. Abbassare forzatamente i prezzi del carburante (che pure restano altissimi rispetto a quelli del giorno prima del lancio del primo missile su Teheran) va nella direzione opposta. Così come va nella direzione opposta a quell’indicazione sulle fonti rinnovabili la decisione del Governo italiano e segnatamente del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, volto più che noto a Biella: Roma ha deciso di non dismettere le quattro centrali a carbone presenti sul territorio, che avrebbero dovuto essere spente per sempre entro la fine dell’anno. Dovranno restare, decreto alla mano, pronte a entrare in funzione fino al 2038, una precauzione per essere pronti a produrre energia elettrica in modi alternativi a quelli legati a petrolio e gas, ma anche uno schiaffo alle politiche di contenimento dell’emergenza climatica, che vedono in tutti i combustibili fossili, carbone incluso, il nemico da combattere. Nel frattempo, in un’intervista a Repubblica, Pichetto ha fatto quello che da sempre gli riesce benissimo, moderare toni e allarmi: «Al ministero lavora una commissione apposita per studiare il piano per l’emergenza» ha detto. «Se c’è questo piano di emergenza allora sì, vedremo dove e come intervenire, calcoliamo le possibili misure. Certo non reagiremmo con le domeniche in bicicletta, come cinquant’anni fa. Le azioni dovranno essere misurate sulla situazione attuale». Ha detto anche che con il blocco delle forniture l’Italia avrebbe risorse di idrocarburi per un mese, ma è possibile che «le cose vadano diversamente, la penuria potrebbe incidere di più in un settore o un altro, per una risorsa o un’altra».
Cosa succede in città
Oggi alle 8 a Ponderano si apre la fiera zootecnica in piazza Alpini d’Italia. Insieme all’esposizione di animali da allevamento ci saranno il mercatino e la dimostrazione di falconeria. Alle 11,30 si apre l’area ristoro con panini e polenta e spezzatino
Oggi alle 10 al Piazzo comincia l’ultimo giorno di apertura della mostra dedicata ad Andy Warhol a palazzo Gromo Losa e a palazzo Ferrero. Biglietti a 13 euro, ridotti a 10, apertura fino alle 19
Oggi alle 10 a Candelo inizia la giornata di Pasquetta attorno al mercato della terra di Slow Food. Per i più piccoli ci sarà la caccia al tesoro e, alle 16,30 la merenda. All’ingresso, dalle 11, sarà in distribuzione un kit per il picnic con un cestino da riempire con i prodotti locali in vendita al mercatino
Oggi alle 10 a Bagneri comincia la giornata di festa al borgo montano che fa parte del comune di Muzzano: la messa sarà alle 11, seguiranno l’aperitivo e il picnic itinerante con le specialità preparate dai volontari. Accanto alle postazioni gastronomiche ci saranno le fotografie della mostra “Borghi minori biellesi”
Oggi alle 10,30 a Verrone c’è l’ultimo giorno dell’iniziativa speciale al Falseum in occasione del fine settimana di Pasqua. Nelle sale del museo del falso ci sarà una caccia al tesoro per bambine e bambini che dovranno trovare le uova dei colombi delle torri. L’apertura è fino alle 13,30 e dalle 14,30 alle 19,30
Oggi alle 14,15 a Zubiena è alla sede della Pro loco il ritrovo per la passeggiata che percorrerà la strada dei massi erranti nel parco della Bessa. Il percorso è di 5 chilometri. Al ritorno alle 18,30 sarà possibile partecipare alla merenda snoira al costo di 20 euro, ridotti a 10 per i bambini
I cinema di Pasquetta
Odeon (Biella)
Ore 18 e 21: Che Dio perdona a tutti (Italia, 2026) di Pif
Mazzini sala 1 (Biella)
Ore 18: Cena di classe (Italia, 2025) di Francesco Mandelli
Ore 21: The Drama-un segreto è per sempre (Usa, 2026) di Kristoffer Borgli
Mazzini sala 2 (Biella)
Ore 18 e 21: The super Mario galaxy-il film (Usa-Giappone, 2025) di Aaron Horvath e Michael Jelenic
Mazzini sala 3 (Biella)
Ore 18,15: È l’ultima battuta? (Usa, 2025) di Bradley Cooper
Ore 20,45: L’ultima missione: project Hail Mary (Usa, 2025) di Phil Lord e Christopher Miller
Verdi (Candelo)
Ore 16,30 e 18,45: Lo Straniero (Francia, 2025) di François Ozon
Ore 17 e 21: Lo sguardo di Emma (Francia-Belgio-Svizzera, 2025) di Marie-Elsa Sgualdo
Ore 19: Il bene comune (Italia, 2026) di Rocco Papaleo
Ore 21: Homebound (India, 2025) di Neeraj Ghaywan
I titoli della settimana
Le notizie principali degli ultimi sette giorni secondo le prime pagine dei giornali locali
Lunedì 30
Eco di Biella Incollati alla poltrona
Martedì 31
Il Biellese Bisteccopoli, ancora dimissioni
La Stampa Biella, scocca l’ora delle dimissioni: lasciano Chiorino e Franceschini
Mercoledì 1
La Provincia di Biella Resiste solo Paraggio
La Stampa Caso Delmastro, Paraggio non cede: “Niente illeciti, non sono coinvolto”
Giovedì 2
Eco di Biella Il legale dei Caroccia: «Delmastro li ha aiutati, ha fatto beneficenza»
La Stampa Biella, il silenzio del baby rapinatore trasferito dalla caserma in comunità
Venerdì 3
Il Biellese Parla Franceschini: «Devastante essere associato a certe cose»
La Stampa La Pasqua che dribbla il caro-prezzi: nei ristoranti tutto esaurito da mesi
Sabato 4
La Provincia di Biella L’incubo carburante
La Stampa Una città poco a misura di disabili: “Ancora troppi disagi e barriere”
Domenica 5
La Stampa “Abitare su misura”, via al progetto per portare a Biella nuovi residenti



