Il giorno della navetta

Prima corsa alle 7,15, ultima alle 21,30 per cinque giorni alla settimana e a mezzanotte il venerdì e il sabato, sette minuti per salire al Piazzo e nove per il viaggio di ritorno fino al capolinea di piazza La Marmora: la navetta che sostituisce la funicolare debutta stamane e il suo servizio potrebbe diventare non esattamente provvisorio se davvero non si potesse mettere mano all’impianto che collega piazza Curiel e borgo storico prima del 2028. Ci sono differenze rispetto all’ultima volta in cui, a funicolare ferma, il Comune istituì un bus sostitutivo. Era il 2023 e servivano lavori per superare il secondo collaudo dell’impianto. L’allora amministrazione (centrodestra, sindaco Claudio Corradino) scelse di far viaggiare i passeggeri gratis. Questa volta si pagherà il biglietto con la stessa tariffa delle line urbane, 1,80 euro per sessanta minuti di validità dalla timbratura. Cambiano anche gli orari: due anni fa il primo viaggio era alle 9, troppo tardi per chi studia e lavora. Così il servizio fu cancellato dopo poco per mancanza di passeggeri ed eccesso di costi. Quelli ci sono eccome anche adesso: 250mila euro è la stima del Comune, come riporta Il Biellese, per un anno di servizio, mentre 70mila euro è la cifra messa nero su bianco nella delibera che garantisce il collegamento fino a dicembre. Il costo è superiore a quello degli ultimi contratti di manutenzione per la funicolare, anche se la cifra messa a bilancio era pressoché sempre destinata a salire per i guasti che costringevano a interventi straordinari. Mettendo insieme i due dettagli, sembra verosimile trovare la vera ragione che ha costretto palazzo Oropa a decidere in fretta per mettere in frigo a tempo indeterminato l’impianto: il 31 agosto, cioè ieri, sono scaduti i contratti di manutenzione con Dama ascensori, già in proroga dopo che alla gara di appalto di marzo non si era presentato nessuno, e di direzione d’impianto con Dimensione Ingenierie, la società specializzata con sedi a Torino e ad Aosta che già aveva redatto il progetto preliminare quasi dieci anni fa. E probabilmente, specie per il primo incarico, non c’era all’orizzonte nessuno disposto ad accollarselo. Le navette, si diceva, viaggeranno sette giorni su sette con una partenza ogni mezz’ora (alle 00 e alle 30 di ogni ora) esclusa le prime tre corse della mattina che si muoveranno alle 7,15, alle 7,40 e alle 8,15. Le fermate saranno a salire in via Pietro Micca di fronte a piazza Curiel, in via Cavour all’angolo di piazza Martiri e in via Ramella Germanin all’imbocco della salita della Vialarda. In discesa ci si fermerà solo alla Vialarda e in via Pietro Micca per poi tornare in piazza La Marmora. Il primo giorno avrà subito un piccolo intoppo: le transenne che sbarrano il tratto di via Pietro Micca e di via Cavour chiuso nelle ore di apertura di Bolle di Malto. Probabilmente i mezzi dell’Atap dovranno procedere un po’ più lentamente. Quanto alla funicolare, niente romantico ultimo viaggio ieri sera alle 22: le saracinesche chiuse sbarrano l’ingresso della stazione di valle mentre le due cabine sono ferme a quella di monte almeno da venerdì, senza peraltro comunicazioni ufficiali sulla sospensione del servizio. Un guasto, l’ennesimo, probabilmente, e la valutazione che non valesse la pena ripararlo per un paio di giorni. Che addio triste...
Ipse dixit
“Essendo un’opera finanziata con fondi europei, la funicolare non può essere toccata per cinque anni dal collaudo. Solo che ne sono stati fatti due. Il primo è del 2019, il secondo del 2023. Abbiamo chiesto alla Regione lumi su come procedere”
(Marzio Olivero, sindaco di Biella, a Il Biellese)
Le voci di Gaza
«Non possiamo permetterci di immaginare il futuro perché dobbiamo impegnarci a sopravvivere nel presente»: è una voce che arriva da Gaza e appartiene a una donna. Non vive a casa sua da dicembre, da quando le bombe di Israele sono arrivate anche nel suo quartiere. È scappata con il marito, i due figli piccoli e la madre e fugge da allora, da un campo profughi a una tendopoli, in spazi sempre più ristretti con la consapevolezza che nessuno di loro è sicuro. Non è la prima storia che arriva da quel lembo di terra da cui i giornalisti internazionali sono banditi e quelli locali sono bersagli. Ma è raro trovare racconti simili su un giornale locale. La pagina di intervista a questa coppia palestinese è apparsa su La Provincia di Biella qualche numero fa. L’aggancio locale è doppio. Chi ha avuto modo di parlare con i profughi gazawi, intanto, non è giornalista di professione: lo hanno fatto un ex sindaco e insegnante, Vittorio Barazzotto, e una consigliera comunale di Biella, Sara Novaretti. Chi ha procurato il contatto è Edoardo Tagliani, da anni operatore della cooperazione internazionale con il Cesvi, oggi al lavoro in Burkina Faso ma per anni di base a Beirut, dove ha toccato con mano vita e conflitti del Medio Oriente. Sopravvivere nel presente, per rubare le parole della donna protagonista del racconto, è un’impresa che non ha a che fare solo con lo schivare i bombardamenti: «Un chilo di farina costa 50 dollari e quasi nessuno se lo può permettere. Chi come noi riceve uno stipendio è sicuramente più fortunato ma nella realtà non c’è denaro contante disponibile. Così “vendiamo” il nostro stipendio per la metà del suo valore. Se è 100, chi ti dà il contante ne dà 50 e si tiene gli altri 50». Mentre i soldi scarseggiano, i prezzi delle merci aumentano: «Un chilo di pomodori costa 35 dollari, un chilo di carne 200. Siamo denutriti. Io ho perso 15 chili e mio marito 35». E quello che non è acquistabile perché è troppo caro, semplicemente non c’è: «La disponibilità di acqua non esiste più. Tutte le infrastrutture, gli acquedotti e i sistemi fognari sono distrutti. L’acqua potabile viene distribuita da autobotti, in quantità limitata e in postazioni spesso difficili da raggiungere a piedi, sotto il sole cocente e in condizioni di pericolo. La gente è talmente allo stremo che spesso beve da pozze in cui l’acqua piovana si mischia ad acque reflue». Se questa è la vita quotidiana, un messaggio via social di Edoardo Tagliani aiuta a capire quali (non) siano le prospettive di vita: «Chi mi conosce sa che, negli ultimi venti e rotti anni, ne ho viste di tutti i colori. Eppure questa mi mancava. Una situazione senza opzioni. Per mestiere, ho sempre un piano B, C, D e fino a zeta. Oggi, immedesimandomi negli abitanti della Striscia di Gaza, non riesco minimamente a immaginare qualcosa di credibile. Con due tati al seguito che hanno la stessa età dei miei due figli, hanno lasciato la loro casa d'origine perché distrutta dalle bombe. Ora hanno abbandonato anche il primo luogo di rifugio, a causa dell'avanzata delle truppe israeliane. Sono in “zona rossa”, quella che Tel Aviv ha segnalato come prossimo territorio che verrà occupato in vista della deportazione forzata che, sino a ora, sembra prevista per il prossimo 7 ottobre. Devono continuare a scappare verso sud, verso il confine col Cairo. Un cul de sac. “Non sappiamo dove andare. Non sappiamo cosa fare. Non abbiamo nemmeno una tenda. La fame, i lutti, il dolore, la paura. Cose orribili. Eppure, il peggio è che tutte le sere ci chiediamo che cosa diavolo possiamo escogitare per far sopravvivere i nostri figli la mattina dopo. È un vicolo cieco, sia in termini concreti e geografici, sia in termini metaforici. Abbiamo finito il cibo, vero. Ma abbiamo finito persino la speranza. Siamo vivi per finta”. Questo il concetto, espresso con parole sempre differenti ma sempre uguali, con il quale concludono ogni loro messaggio».
Cosa succede in città
Oggi alle 19 a Cossato continua la festa alla “Grigliata alpina” nella sede Ana di via Cesare Battisti: il piatto speciale nel menu è la panissa
Cosa succede a Bolle di Malto
Alle 18 in piazza Martiri comincia la giornata finale del festival delle birre artigianali. L’ingresso è libero per le ultime degustazioni di birre e di cibo da strada fino alle 2
Alle 18 in piazza Martiri la musica di Florie and the Lazy Cats apre la sequenza di concerti
Alle 20 in piazza Martiri il secondo appuntamento musicale della serata è con la cantautrice siciliana Giulia Mei, resa nota dalla partecipazione all’ultima edizione di X Factor
Alle 22 in piazza Martiri l’ultimo appuntamento musicale di Bolle di Malto è con le Stazioni Lunari, supergruppo con Ginevra Di Marco, Piero Pelù, Nada, il cantante dei cuneesi Marlene Kuntz Cristiano Godano e il co-fondatore dei Negrita Drigo
I titoli della settimana
Le notizie più importanti degli ultimi sette giorni secondo le prime pagine dei giornali locali
Lunedì 25
Eco di Biella Via Cernaia richiude al traffico per lavori
Martedì 26
Il Biellese Dalla Regione 6 milioni per l’Asl
La Stampa “Anziani schiacciati dal carovita nella provincia più vecchia d’Italia”
Mercoledì 27
La Provincia di Biella Morire in vacanza
La Stampa La stagione d’oro della montagna: “Boom di turisti nei rifugi alpini”
Giovedì 28
Eco di Biella Navetta per il Piazzo, ecco orari e tariffe
La Stampa Biella, stop alla funicolare gratuita. Arriva la navetta ma a pagamento
Venerdì 29
Il Biellese Droga e azzardo, dati allarmanti
La Stampa Biella, i timori del tessile alla ripresa tra dazi, guerre e organici “anziani”
Sabato 30
La Provincia di Biella “Alluvione, soldi fantasma”
La Stampa In sette mesi seimila visite in più: “E le liste di attesa si accorciano”
Domenica 31
La Stampa Funicolare addio, ma sulla navetta pesa l’incognita dei biglietti venduti


