«Negli incontri che teniamo nelle scuole, succede di ascoltare ragazzi di quattordici anni che ordinano alle ragazze quali maschi possono salutare e quali no»: il corteo per la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne è fermo in via Gramsci quando Benedetta Bazzani dell’associazione Underground lancia parole che tagliano come lame. Mostrano quanto sia diffuso e anche quanto sia sottotraccia il maschilismo, il batterio che poi scatena le malattie più pericolose, quelle che ieri pomeriggio si sono ricordate con i 690 nomi delle vittime di femminicidio degli ultimi cinque anni in Italia.
Il maschilismo dei ragazzi




