Servirà un altro mese di pazienza per far tornare a doppio senso di marcia via Pettinengo, la strada che collega la parte alta di Pavignano al resto del quartiere e soprattutto a via Ogliaro e quindi al capoluogo e al resto del mondo. Dall’inizio di febbraio è chiusa la carreggiata verso nord, all’altezza del muraglione di cinta delle vecchie scuole medie, da qualche anno trasformate in sezione staccata dell’istituto Bona per l’indirizzo sociosanitario. Era stato giudicato pericolante dai tecnici del Comune che avevano prontamente incaricato un’impresa per risolvere il problema. Ma il tempo stimato per riportare sicurezza su quel vecchio contrafforte che tiene su un imponente terrapieno si è rivelato non sufficiente: le radici degli alberi nel giardino della scuola e i cavi dei cosiddetti sottoservizi avevano creato un intreccio da districare che richiede più interventi e più giorni. Così il senso unico alternato, ordinanza alla mano, resterà in vigore fino alla fine di marzo. E con lui le code e le attese che nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio coinvolgono i pavignanesi e gli abitanti dei paesi a monte, da Pettinengo in giù. Succede di dover fare lavori pubblici e di doverci mettere più tempo del previsto, per carità. Quello che non dovrebbe succedere è che un’informazione utile ai cittadini non venga data ai cittadini dai canali ufficiali. Il Comune si è limitato a pubblicare, come impone la legge, le ordinanze di limitazione al traffico sull’albo pretorio. E basta. Non sul sito, non sulla pagina social, non sulle comunicazioni ai media è arrivata notizia della variazione sostanziale a un pezzo di viabilità urbana. I giornali ci sono arrivati da soli, registrando Il Biellese prima e La Provincia di Biella poi il malcontento della gente di Pavignano e dintorni, a sua volta lasciata all’oscuro di informazioni. Ancora più emblematico il fatto che, nel giorno in cui all’albo pretorio il Comune ha pubblicato la proroga della chiusura, dalla casella di posta elettronica dell’assessore ai Lavori pubblici Cristiano Franceschini sia arrivata sì una nota, ma squisitamente politica, in cui replica alla richiesta di sue dimissioni presentata attraverso un’interrogazione dal consigliere del Movimento 5 Stelle Karim El Motarajji. Su Pavignano, non una riga. Palazzo Oropa sta per implementare con una nuova assunzione l’ufficio di staff del sindaco. Magari si occuperà anche di rendere un po’ più fluido il flusso di notizie utili verso i cittadini...
Ipse dixit
“Chi ti conosce sa quanto il tuo carattere sia forte e come hai superato qualsiasi altra situazione, e supererai anche questa [...] Non vedo l’ora di rivedere il tuo sorriso tra i banchi di scuola e di sentire la tua voce. E quando tornerai andremo insieme a scuotere tutte le tartarughe del laghetto. Sei importante per me come per tutta la classe. Ti voglio un bene immenso”
(Dal messaggio di una compagna di scuola alla quindicenne biellese ferita nella tragedia di capodanno a Crans Montana, riportato da La Provincia di Biella)
Dopo le scivolate sui social
Può capitare a tutti, a prescindere dagli schieramenti politici, di infilarsi in una pozzanghera con l’acqua fangosa fino alle caviglie mentre si interagisce sui social. Non dovrebbe succedere, ma succede. Ma quello che accade dopo, il modo in cui si reagisce, dice forse più di quanto racconti lo scivolone. Un esempio quasi remoto e molto biellese risale al 2017, per la precisione a novembre. «Dovete morire voi e il vostro Black Friday» scrisse su Facebook Stefano La Malfa, all’epoca assessore al Commercio della giunta di centrosinistra di Biella. Gli saltarono al collo i negozianti e (ovviamente) l’allora opposizione di centrodestra che chiesero al sindaco di rimuoverlo dall’incarico. La Malfa cancellò il post, si scusò e provò a spiegarsi: «Ammetto di avere sbagliato a scrivere una frase di quel genere. Il mio era un riferimento al continuo e pesante bombardamento mediatico che c’è stato in questi giorni da parte di televisione e radio. Non se ne poteva più. Tutto qui» disse a La Stampa spiegando il suo astio verso la giornata di sconti prenatalizi importata dal mondo nordamericano. E poi disse di essere dalla parte dei negozi di prossimità, anche in questa sua battaglia: «A trarre vantaggio da queste giornate di super-sconti non sono i piccoli commercianti, ma la grande distribuzione che spesso ti porta a comprare prodotti di cui in realtà non hai nemmeno bisogno. Un salto in avanti di otto anni e qualche mese ed ecco il caso di Luca Castagnetti, portavoce del sindaco Marzio Olivero e del suo “omen nomen”, citazione latina sbagliata scritta per replicare buttandola sul personale (e sul cognome) all’ex candidata del Movimento 5 Stelle Maria Teresa Troietto: la questione è approdata martedì scorso in consiglio comunale, con un’interrogazione del centrosinistra che chiedeva le sue dimissioni, oltre che le scuse. Ha risposto il sindaco stesso, come riporta Il Biellese: «Poteva essere occasione di una riflessione profonda, invece si è preferito strumentalizzare». E poi quello che sembra il più classico rinvio in tribuna: «Se le parole sono offensive, lo sono anche i silenzi quando si insultano Giorgia Meloni o Beatrice Venezi». Niente scuse, niente passi indietro, nessun cenno a eventuali azioni disciplinari trattandosi pur sempre di un dipendente comunale. Il commento di Castagnetti, intanto, è ancora ben visibile su Facebook.
Cosa succede in città
Oggi alle 20,45 a Biella un appuntamento fuori calendario della rassegna Fuoriluogo è al teatro Odeon. Lo psicanalista e saggista Massimo Recalcati presenta il suo ultimo libro “La luce e l’onda” dedicato al mondo della scuola. Biglietti a 17 euro a questo link
I titoli della settimana
Lunedì 23
Eco di Biella Muto dopo l’ictus: «Ora parlo»
Martedì 24
Il Biellese Mercato in centro, il sindaco ha scelto i giardini Zumaglini
La Stampa Biella, una grande isola pedonale per ospitare il mercato in centro
Mercoledì 25
La Provincia di Biella Rivoluzione mercato
La Stampa Biella, coltelli a scuola contro i bulli: un percorso casa-aule sorvegliato
Giovedì 26
Eco di Biella In città c’è aria di bazar
La Stampa non era in edicola per lo sciopero proclamato per la mancanza di informazioni sulle trattative di cessione della testata
Venerdì 27
Il Biellese Elsa è in Italia: «Parla e sorride»
La Stampa Al Comune un assegno da 2 milioni: “Servirà a combattere la povertà”
Sabato 28
La Provincia di Biella Bentornata
La Stampa Ex ospedale, pronto a decollare il progetto della scuola di polizia
Domenica 1
La Stampa Biella si scopre provincia equestre: turisti in sella e allevamenti doc



