Una fila fuori da un negozio richiama ad altri tempi e altri luoghi. A Praga o Varsavia, ai tempi del comunismo reale, ci si metteva in coda quando si sapeva che nello spaccio di alimentari si riempivano gli scaffali, in tempi di razionamento anche dei beni di prima necessità. Ma un panettiere cecoslovacco sarebbe rimasto dietro il bancone ad aspettare con pazienza i clienti. Ieri c’era una fila a Gli Orsi. Erano le 8,30 del mattino e il negozio Primark non avrebbe aperto che alle 9. Ma dietro le vetrine, tra gli scaffali pieni di cose a basso costo e ben illuminati, c’erano i dipendenti con la felpa azzurra, il colore di bandiera del marchio irlandese. La musica era alta. E donne e uomini danzavano sventolando bandierine, alzando il tasso di attesa impaziente di chi era ancora fuori in una mattina piuttosto fredda d’inverno.
La fila




