Mediocri ma slow
Da una parte modello, dall’altra territorio con poche eccellenze visibili e tanti difetti: un’indagine dell’Alleanza italiana per lo sviluppo è stata presentata nei giorni scorsi a Roma. E un portavoce del sistema economico biellese, Marco Bardelle, ha parlato nella sede del Cnel, il consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, che ha ospitato la presentazione dell’analisi. Lo ha fatto per parlare di Slow Fiber, il sistema di aziende che fa per il tessile quello che Slow Food ha fatto per il cibo: salvaguardare il naturale e la qualità giustapponendola a quello che non lo è. Biella aveva bisogno di un esempio positivo in un contesto che non era stato così tenero con il territorio: nell’analisi dei servizi offerti, (non) brilla per mediocrità, con due voti sufficienti ma un po’ più bassi della media, per attrattività territoriale e prospettive di sviluppo e per istruzione, formazione e capitale umano.




