Premessa: di qui in poi sarà usato un linguaggio crudo e poco educato. Se non è nelle tue corde, chiudi questa newsletter e ci rileggiamo domani. Altrimenti buona lettura e, se te la senti, prova a indignarti anche tu
Ciao, anonima concittadina che hai vissuto due cose tristi durante l’adunata degli Alpini. Questo messaggio è una mano tesa per te. Non è essenziale che tu la afferri e la stringa. Forse è sufficiente che tu la veda, per non sentirti sola. È perfino difficile immaginare quello che hai provato quando tornavi a piedi al parcheggio della stazione e un gruppetto di sessantenni ha deciso di chiederti se volessi scopare e se avessi anche qualche amica dato che avevano voglia di figa. E poi, come spieghi nel tuo racconto rimasto poco sui social e un po’ di più sul canale Instagram del collettivo femminista Le parole fucsia, hanno continuato a dirti cose irripetibili e indegne di persone adulte e umane. Parole che tu ti sei limitata a definire “poco normali”.




