Opposte fazioni

Durava da venticinque anni la trattativa da un lato all’altro dell’oceano per creare un’enorme zona di libero scambio commerciale tra Unione Europea e Mercosur. Ovvero tra i ventisette Paesi che si riconoscono in un organismo sovranazionale, imperfetto e in crisi, ma per ora ancora saldo sulle sue gambe orgogliose e malferme, e il mercato comune dell’America del sud che comprende Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay e Bolivia. Aver sottoscritto l’intesa non significa averla resa operativa: dal nostro lato del mare, occorreranno il via libera del Parlamento europeo e poi la ratifica da parte dei singoli Stati, Italia inclusa. E, se tutto filasse liscio, i termini del trattato entreranno completamente in vigore nel giro di dieci anni. Di certo, già si sono formate le fazioni. Tralasciando la politica e i riflessi condizionati di globalisti e sovranisti, nella piccola Biella e nel suo mondo economico già si registrano l’entusiasmo dell’Unione industriale e le proteste della Coldiretti.



