
Dunque non ci poteva credere Francesco Lo Voi, procuratore generale di Roma, quando la guardia di finanza gli ha presentato le prime informative su quel ristorante di via Tuscolana, passato ai raggi x perché a gestirlo sembrava essere Mauro Caroccia che aveva usato altri suoi locali per aiutare una famiglia di camorristi a riciclare denaro sporco, come accertato da una sentenza definitiva di condanna a quattro anni. Su quei fogli c’era il nome di Andrea Delmastro che ai finanzieri risultava essere socio del ristorante romano. «Ma figuriamoci, cosa deve avere a che fare Delmastro con Caroccia?» è stata la prima reazione che Lo Voi ha raccontato mercoledì alla Commissione parlamentare antimafia. E così ha rimandato gli agenti a indagare ancora, perché quel risultato non gli sembrava verosimile.



