Chissà quali sono le date spartiacque, quella dopo la quale i bambini nati da poco non hanno mai sentito il nome di Aiazzone e quella in cui si è smesso in tutta Italia, isole comprese, di associarlo automaticamente a Biella, cosa che non era mai riuscita a nessun tessitore delle lane più pregiate del mondo. In attesa che chi fa ricerche su sociologia e comunicazione analizzi il tema, ce n’è una, certamente, di data spartiacque: il 6 luglio 1986, quarant’anni ieri, precipitò un aereo da turismo accanto ai binari della ferrovia a Sartirana Lomellina. Dentro quel piccolo bimotore trovò la morte Giorgio Aiazzone, che fu “re Giorgio” senza che lo chiamassero così e prima che diventasse il soprannome di Armani.
Re Giorgio




