Se Francesca Mannocchi vivesse a Biella
Francesca Mannocchi è una giornalista capace e coraggiosa, inviata di guerra per La Stampa e La7 in Ucraina e in Cisgiordania oltre che autrice di saggi sulle cose del mondo che ha visto da vicino, come la tratta di migranti in Libia. Poi è anche una malata di sclerosi multipla e, come tale, deve sottoporsi a terapie quotidiane e controlli periodici, come la risonanza magnetica che ha cercato di prenotare con il servizio sanitario nazionale a Roma. La sua fama e la sua autorevolezza hanno reso la sua testimonianza una notizia da pagine dei giornali: primo appuntamento a luglio, a Frosinone, per un esame che dovrebbe svolgere ogni sei mesi. Seconda possibilità, farlo a pagamento: «Ho chiamato la clinica dove ho fatto la prima risonanza e un po’ delle successive. Costa 680 euro e c’è posto dopodomani, mi hanno risposto con la cortesia che si riserva a chi paga. E quindi ho preso appuntamento, perché ne ho bisogno, perché è urgente, perché ho la fortuna di potermelo permettere. È così che si demoliscono le democrazie». E se Francesca Mannocchi risiedesse a Biella, che cosa sarebbe accaduto?




