Senza commento
È successo di nuovo, e probabilmente succederà a ogni commemorazione (sono tre ogni anno) legate alla Resistenza e alla Liberazione: il sindaco Marzio Olivero si presenta in fascia tricolore, come rappresentante delle istituzioni, ma qualcuno tra chi gli sta di fronte e ascolta le sue parole non dimentica la sua storia politica, peraltro rivendicata via social anche di recente, di militante del Movimento sociale italiano, il partito che nacque nel dopoguerra su impulso di reduci non esattamente pentiti della Repubblica di Salò come il suo storico segretario Giorgio Almirante. E, puntuali, dopo le orazioni ufficiali, si accendono le polemiche. Nella circostanza più recente, però, è cambiata una piccola cosa che ha impedito almeno a un luogo virtuale di essere teatro di scontro. E non era mai successo (salvo omissioni) in ormai dodici anni di storia social dell’istituzione-città di Biella.




