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Storie di asili nido

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6aBiella Redazione
feb 05, 2026
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Dice Il Sole 24 Ore, citando un rapporto dell’Istat, che sta migliorando in Italia la percentuale di posti a disposizione negli asili nido in proporzione al numero di bambini e bambine nella fascia di età da 0 a 3 anni. Alla fine del 2024 è stato raggiunto il 31,6%, avvicinandosi all’obiettivo minimo del 33%, pur con differenze visto che è stato superato dal centro in su (con un picco oltre il 49% nei capoluoghi di provincia del centro) e non è nemmeno vicino al sud. Aggiunge Repubblica che però il dato è figlio di due spinte opposte, quella del maggior numero di asili nido in funzione ma anche quella del calo demografico che vede nascere sempre meno bambini. Probabilmente la combinazione dei due dati, o forse soprattutto del secondo, spiega la percentuale ancora più alta del Biellese dove il tasso di posti disponibili è stabile nelle ultime due rilevazioni di Osservabiella, al 42,8%, ma dove il tasso di natalità è il più basso del Piemonte ed è nettamente sotto la media nazionale. E poi c’è un dettaglio, non sconosciuto agli analisti: mantenere un asilo nido è un costo per la comunità, nemmeno lontanamente ripagato dal peso delle rette chieste alle famiglie che pure sono in aumento quasi ovunque. Ed è alla luce di questo dettaglio che forse è più facile comprendere le situazioni di due centri del Biellese, venute alla luce negli ultimi giorni, quelle di Brusnengo e di Ronco.

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