Togli i partiti, metti i partiti
Era pressoché inevitabile che nelle liste per le prossime elezioni dei consigli di circoscrizione (o comitati di quartiere, come si chiamavano ai tempi della lira) ci finissero persone iscritte ai partiti. Chi s’interessa di politica e di amministrazione, è normale che sia più motivato a partecipare alla vita pubblica anche attraverso la più periferica delle sue forme che Biella si prepara a far rivivere dopo una quarantena di una quindicina d’anni. Ma c’era una regola tra le norme che il Comune ha varato per disciplinare queste elezioni (si vota a fine novembre) che vietava l’utilizzo di simboli di partiti o movimenti politici. L’obiettivo era evidente: provare a evitare di ripetere, in piccolo, le dinamiche del consiglio dove la dialettica tra maggioranza e opposizione spesso rende complicato dialogare e trovare punti comuni. E poi un consiglio di circoscrizione di sole opposizioni sarebbe diventato una voce anche strumentalmente critica di chi amministra. E viceversa uno tutto di maggioranza avrebbe lodato chi governa anche quando non è il caso.




