Ci sono cinque Barolo piemontesi e un amaro alle erbe del Cuneese tra i prodotti in vetrina da Vos Selections, l’importatore e distributore di vini e liquori che ha vinto la causa davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti contro i dazi imposti dal presidente Donald Trump. Non ha prodotti biellesi la famiglia Schwarz che ha aperto la sua azienda a conduzione familiare nel 1987. Ma, come tutti, ha dovuto alzare i prezzi a bottiglia ai consumatori d’oltreoceano, che siano negozi e ristoranti o privati cittadini. Di quanto? Il calcolo arriva dall’edizione vercellese de La Stampa: «Al consumatore le bottiglie dallo scorso aprile costano tra i 5 e 7 dollari in più» è la dichiarazione di Cinzia Travaglini dell’omonima azienda vinicola di Gattinara. «Quindi non possiamo che essere contenti di questa sentenza». I dati parlano per il solo settore enologico di un -9% di vendite negli Stati Uniti nel 2025 con un terribile parziale di -23% nel solo secondo semestre, quello che ha vissuto tutto intero l’effetto dei dazi entrati in vigore ad aprile. E questo nonostante la riduzione dei prezzi applicata dalle imprese italiane che hanno praticato sconti del 10 per cento. Cinzia Travaglini manifesta cautela: «Dovremo sentire il nostro importatore per capire cosa succederà e scoprire se effettivamente l’abolizione dei dazi entrerà in vigore. Non credo alle voci su possibili rimborsi di quanto pagato in più fino ad ora, ma siamo comunque soddisfatti: per noi il mercato degli Stati Uniti è storico e consolidato, siamo presenti da 65 anni». Ed è lo stesso motivo dominante delle reazioni in tutta Italia alla sentenza che ha dato un colpo di spugna sui dazi. Molto meno cauti, e molto più preoccupati sono i risicoltori che in questi giorni si sono messi in vetrina alla Fiera in campo di Caresanablot che ha ospitato il vicepresidente del Senato ed ex ministro dell’Agricoltura Gianmarco Centinaio e il presidente della Regione Alberto Cirio. Gli allarmi delle imprese risicole sono fortissimi negli ultimi tempi, con i costi di produzione cresciuti al punto che il prezzo di mercato del riso non riesce a coprirli. E questo nonostante il prezzo del riso al chilo per i consumatori sia tra quelli che più sono cresciuti negli ultimi anni di carovita. «Non possiamo pensare di fare sull’agricoltura l’errore che l’Europa ha fatto sulle auto» è il messaggio che Cirio ha lasciato nel suo passaggio a Caresanablot. Non è l’unico, perché ha parlato anche degli impianti agrivoltaici che stanno alzando le loro mire sui terreni che ospitano le risaie: «Non siamo contro le fonti rinnovabili, anche se con il sole o il vento c’è un limite: non puoi accenderli o spegnerli come vuoi. I problemi energetici del nostro Paese per l’industria li risolviamo solo con il nucleare di nuova generazione. Sull’agrivoltaico la nostra posizione è stata rigidissima: agricoltura e terreni esistono per fare eccellenza agricola, e non per appoggiarci sopra i pannelli. Questo non vuol dire preclusione: ci sono i terreni di cava disponibili. Che non sono terreni su cui crescono le nostre ricchezze».
Ipse dixit
“Bisogna fare i conti anche con la scarsa propensione a mettersi in proprio in un mercato che vede le piccole imprese in difficoltà per l’aumento dei costi e degli adempimenti burocratici. L’avvento di grandi aziende di distribuzione come Amazon ha fatto crescere le possibilità di lavoro, ma spesso si tratta di commesse con rendimenti non molto elevati, a fronte di un impegno esclusivo che lega a queste imprese internazionali per svolgere numerosi servizi”
(Cristiano Gatti, presidente di Confartigianato, commentando il calo del numero di aziende di autotrasportatori in provincia su La Stampa)
Poca voglia di fare impresa
Mettersi in proprio non sembra in cima alla lista di priorità per il mondo dell’economia e del lavoro biellesi. Lo dicono i dati raccolti dalla fondazione Leone Moressa e riportati da Il Biellese. Nel periodo preso in considerazione dall’analisi, i dieci anni tra il 2015 e il 2025, sono cresciute solo le imprese i cui titolari sono di origine straniera. Ma anche il +4% della provincia è inferiore al dato medio regionale, dove l’incremento è stato superiore al 31 per cento. La quota di imprenditori non nati in Italia in provincia è del 6,9 per cento sul totale, pari a un valore assoluto arrivato a quota 1570. L’incidenza in Piemonte è dell’11,9% e le altre province sono lontanissime, dal +41,2% di Cuneo al +19,9% di Novara. Il segno diventa negativo se si calcola la differenza nel numero delle imprese a guida italiana: il -16% di Biella è il quarto peggior dato tra le province italiane, oltre a essere poco meno del doppio del calo registrato in Piemonte, del 9,8% ed è tre volte tanto del -5,2% nazionale. Solo Ancona, Ferrara e Fermo sono peggiori del Biellese. I settori su cui si concentrano maggiormente le imprese straniere, secondo l’analisi che vale per tutto il Paese, sono edilizia e commercio. Sale il numero delle aziende con titolari originari di Ucraina, Moldova e Albania. La nazionalità più rappresentata tra i capitani d’impresa è la Cina, che ha sopravanzato di poco la Romania. I dipendenti delle imprese straniere in Italia sono 900mila, il 5 per cento del totale dei lavori dipendenti.
Cosa succede in città
Oggi alle 13 a Donato inizia una lunga giornata di festa dedicata al carnevale con un pranzo alla Cantina del gallo. Alle 17 inizia il “gir d’le piole”, alle 21,30 si danza con Elisa e Simone dei Blue Dream
Oggi alle 18,15 a Biella comincia nel seminario vescovile un corso biblico dedicato alla figura di Gesù. A guidare gli incontri l’ex direttore della Caritas don Giovanni Perini
Oggi alle 20,45 a Cossila San Giovanni c’è il primo incontro di preparazione alla Pasqua nelle parrocchie della valle Oropa: anche questo sarà guidato da don Giovanni Perini al salone don Mario Maggia
Oggi alle 21 a Sagliano l’appuntamento mensile con gli incontri del Gruppo micologico biellese è nel salone superiore del ristorante Biancaneve: il comitato scientifico composto da Angelo Giovinazzo, Andrea Martinetti e Renato Tizzoni accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’alfabeto segreto del bosco e dei bioindicatori che annunciano la presenza dei porcini
I titoli della settimana
Le notizie principali della settimana secondo le prime pagine dei giornali locali
Lunedì 16
Eco di Biella I milioni di Oropa sotto la lente
Martedì 17
Il Biellese Calo di abitanti senza fine: 7mila in meno dal 2019
La Stampa Via libera alla scuola da 20 milioni: “È il primo liceo agroalimentare”
Mercoledì 18
La Provincia di Biella Il parcheggio “dei marocchini” bubbone senza tempo nel cuore della città
La Stampa Biella, non si affitta al migrante: le famiglie rispedite subito altrove
Giovedì 19
Eco di Biella Il marito di Siu finisce a giudizio
La Stampa Biella, una salute pagata a rate: chiesti 6mila prestiti per una cura
Venerdì 20
Il Biellese Imprenditori: più stranieri, meno italiani
La Stampa Caro energia, sos degli industriali: «Imprese a rischio sopravvivenza»
Sabato 21
La Provincia di Biella Liste d’attesa, soldi finiti
La Stampa Via Italia, lavori a tempo di record ma negozianti soddisfatti a metà
Domenica 22
La Stampa La grande crisi dell’autotrasporto: un’impresa su tre getta la spugna



