«E come vi trovate?» «Benissimo: non tornerei indietro nemmeno se mi pagassero». A volte è utile cambiare punto di vista per guardarsi meglio. Il biellese medio che mugugna e sbuffa pensando alla sua città e alla sua provincia sembra viva in una sorta di terra delle meraviglie se a parlarne è qualcuno che l’ha scelta per trasferirsi. Una conversazione su un gruppo social su Facebook, “Sei di Biella se…”, ha rivelato l’entusiasmo di una neocittadina che è arrivata da Milano. E le sue considerazioni somigliano molto a quei punti di forza che hanno cercato di mettere in evidenza le campagne rivolte alle metropoli vicine per convincere persone e famiglie a cambiare residenza scegliendo un luogo più a misura d’uomo. Frase usata anche dalla testimone, che ha risposto alla domanda di una persona che sta per prendere casa nel Biellese: «La vita è più a misura d’uomo e le persone che ho conosciuto sono davvero carinissime», tanto per dare un colpo anche a un altro luogo comune sulla terra degli orsi. E poi ci sono i costi: «Andare fuori a pranzo o a cena è un piacere sia per la bontà del cibo che per il conto che è sempre onestissimo. Abituata ai prezzi di Milano mi sembra tutto super economico». Polenta e cervo batte orecchio d’elefante, insomma. E, per restare ai costi, ci sono – e non è una novità – quelli degli immobili: «La casa che ho comprato qui mi è costata un quarto di quella che avevo a Milano provincia ed è grande più del doppio e in paese ho tutti i servizi essenziali e anche qualcosa in più». Non svela, la testimone, quale sia il suo luogo di residenza nel Biellese, ma anche il luogo comune sulla periferia della periferia un po’ meno servita, agli occhi di una ex milanese, si polverizza. Se c’è un difetto, è marginale: «Mi mancano un po' gli amici, che comunque vengono spesso e con la scusa si fanno il weekend fuori porta e Leroy Merlin che qui non c'è». Però sta arrivando Primark a Gli Orsi. Non è la stessa categoria merceologica, ma magari aiuta. Ma Biella, ovvio, ha anche difetti un po’ più rilevanti: «La mancanza di una uscita diretta dell'autostrada e forse la mentalità un po' chiusa delle generazioni un po' più grandi per le cose nuove e innovative». Generazioni che, dice lo spettro demografico della provincia, sono quelle in netta maggioranza. «Ma sono certa» chiosa la testimone «che con le nuove generazioni in non troppi anni le cose cambieranno. Ho avuto modo di confrontarmi con dei ragazzi giovani, 24/26 anni, e molti hanno confessato che comunque qui stanno bene e sperano di avere la possibilità di non doversi spostare per lavorare». Anche quest’ultimo, in fondo, è un messaggio per il territorio.
Ipse dixit
“Il cellulare in classe, durante le lezioni, non era possibile usarlo l’anno scorso e non lo è neanche quest’anno. Certo, tutti siamo chiamati ad adeguare il regolamento scolastico alla luce della novità introdotta dal ministero. Ma va superato l’equivoco mediatico secondo cui, fino a ieri, i ragazzi potevano fare quello che volevano e che, invece, da oggi, chi viene beccato con il telefonino finisce in cantina… Questa è una visione da social, scollegata dalla realtà”
(Gianluca Spagnolo, preside del liceo Sella, a La Provincia di Biella)
Un nome per la donna senza nome
Il Biellese è stato solo sfiorato da una storia così malinconica da sembrare frutto della fantasia di uno scrittore. Invece al cimitero di Chivasso c’era davvero, dalla fine di agosto, una tomba con un cartellino dorato: «Persona sconosciuta» c’era scritto, «sesso femminile». Ce ne sono di sepolture così. Il fotografo biellese Max Hirzel le ha documentate a Lampedusa, per esempio, dove riposano in eterno migranti senza nome che sono annegati cercando di attraversare il Mediterraneo. Nel solo Piemonte, dice l’edizione di Torino del Corriere della Sera, sono almeno quaranta le persone decedute senza che fosse possibile stabilirne l’identità. Quando era arrivata all’ospedale di Chivasso, la donna di mezza età dalla salute ormai troppo precaria, aveva detto di chiamarsi Evelina Valle. Il nome non esisteva. E la morte è sopraggiunta prima che qualcuno potesse chiederle i documenti. Mondovì, Susa, Vercelli, Milano erano i luoghi che aveva frequentato negli ultimi anni secondo le indagini delle forze dell’ordine che avevano cercato di seguire le sue tracce. Non aveva una casa o una residenza. E in un anno non c’era stato modo di risolvere il mistero che sembrava nascondere la sua storia. Così ad agosto, un anno dopo la sua morte, il comune di Chivasso ha disposto funerale e sepoltura. Ma della storia si sono interessati prima i giornali e poi “Chi l’ha visto?”. E come spesso accade la trasmissione storica di Rai3 ha raggiunto la soluzione in poco tempo: è bastato rendere nota la storia e le immagini perché venisse riconosciuta, mentre l’appello dalla vicina provincia di Vercelli, dove era certamente passata, aveva raggiunto anche il Biellese. Evelina Valle si chiamava Francesca Pirrone e aveva 47 anni. Era di Cantù ed era scrittrice e poetessa, come ha raccontato il quotidiano La Provincia di Como: dopo gli studi in filosofia aveva partecipato a iniziative culturali nella sua città almeno fino al 2019. Già i suoi libri erano stati pubblicati con uno pseudonimo. E quando qualcosa è successo, dopo un breve soggiorno in Inghilterra dopo il quale aveva tagliato i ponti con tutte le amicizie, ha continuato a cambiare nome per ogni città in cui ha vissuto. L’ha riconosciuta, dopo che le fotografie del suo viso sono state trasmesse in tv, la madre che non aveva da anni più contatti con lei. E hanno confermato la sua identità gli amici. Manca solo il test del Dna per confermare l’identificazione. Ma anche con un nome, resta una storia dolorosa e intrisa di tristezza, fatta di fragilità e solitudine, invisibile fino a quando una fotografia è apparsa alla tv in prima serata.
Cosa succede in città
Oggi alle 18 a Cossato l’ultima giornata della Festa dell’Unità si apre con l’ospite più famoso, il presidente del Partito Democratico Stefano Bonaccini che parlerà di Europa con la segretaria provinciale Elisa Francese. Dalle 19,30 cucine aperte con la panissa come piatto speciale. Seguirà la musica con Claudio Abada. La festa è nell’area del mercato coperto in piazza Croce Rossa
I titoli della settimana
Le notizie più importanti degli ultimi sette giorni secondo le prime pagine dei giornali locali
Lunedì 8
Eco di Biella «Nelle celle si produce grappa in cambio di tabacco e droga»
Martedì 9
Il Biellese Pier Giorgio è santo
La Stampa Liste d’attesa, l’exploit di oculistica: “Interventi in tre mesi per la cataratta”
Mercoledì 10
La Provincia di Biella Il vetro dell’aereo si rompe a pochi attimi dal decollo: odissea a Parigi per 39 studenti del liceo
La Stampa Dagli smartphone ai lavori in corso: la scuola riparte tra divieti e traslochi
Giovedì 11
Eco di Biella Tra tagli del nastro e code in strada: così è scattato il nuovo anno scolastico
La Stampa Biella, la rinascita dei quartieri: “Risolveremo i problemi della città”
Venerdì 12
Il Biellese «Mio fratello era la mia vita»: muore a 43 anni Cristian Bonifacio
La Stampa Oasi Zegna, un’estate da record: “Non è solo turismo mordi e fuggi”
Sabato 13
La Provincia di Biella Massacrati dalle tasse
La Stampa Sos del Piazzo senza funicolare: “Tutto da rifare per il bus navetta”
Domenica 14
La Stampa Allarme incuria in centro storico tra strade-colabrodo ed erbacce



