Nei giorni scorsi un’altra azienda è stata messa sotto amministrazione giudiziaria da un tribunale con l’accusa di aver sfruttato lavoratori e favorito il caporalato. È anche la prima del settore delle consegne a domicilio, Glovo, uno dei più chiacchierati e dibattuti non solo per il modo in cui funziona il servizio ma anche per una sorta di questione etica che ogni tanto si pone chi ne usufruisce: davvero è il caso, specie in una città come Biella che è piccola e senza particolari problemi di parcheggio davanti a una pizzeria o a un locale di sushi, di chiamare un fattorino con la bici elettrica, anche se la temperatura è sotto zero e magari piove? La risposta forse sta in una piccola frase data da uno di loro a La Provincia di Biella. Ed è disarmante. «Stringo i denti e vado avanti, poi magari il futuro mi riserverà qualcosa di buono» ha raccontato il fattorino intervistato dal bisettimanale. È arrivato dall’estero, come tanti di coloro che lavorano in quel settore. Ed è salito in sella a una bicicletta con lo zainone termico due anni fa: «Non si guadagna molto, poco più di due euro a servizio, ma alla fine è meglio che niente. Al mio paese avevo frequentato il liceo. Ho lavorato in Calabria per un anno per una cooperativa che si occupa della raccolta delle olive. Anche lì vivevo una situazione non molto rosea, anzi, in alcuni versi peggiore, mi davano un euro e 50 centesimi all’ora». Viene anche da pensare alla famosa legge sul salario minimo, archiviata in un cassetto perché piace poco al Governo e anche meno al mondo delle imprese. Nemmeno con una consegna ogni quarto d’ora si valicherebbe la soglia di quel disegno di legge, che prevedeva una soglia obbligatoria di 9 euro di paga oraria. Del resto solo uno dei vari servizi di consegna a domicilio, Just Eat, stipula regolari contratti di assunzione: i dipendenti ottengono circa 8,5 euro l’ora. Gli altri impongono partita Iva ai collaboratori, stabilendo tariffe che, almeno per Glovo come sembrano dire le carte dell’inchiesta milanese, non sono nemmeno vicine a essere adeguate. Eppure c’è di peggio. E chi non ha niente, preferisce piuttosto, con buona pace della giustizia sociale e anche di chi fa profitto sulla pelle di chi lavora, come se fosse il 1850. Eppure, quei due euro a consegna, se visti da fuori gridano vendetta, visti da dentro sono un salvagente prezioso: «Amo l’Italia» sono le parole del fattorino intervistato da La Provincia di Biella «e spero di regolarizzarmi con tutti i permessi, che ho già richiesto, per poi far venire a Biella anche mia moglie. Tra i requisiti necessari è previsto avere una posizione lavorativa aperta; io ce l’ho, quindi faccio tanti sacrifici che spero vengano ripagati».
Ipse dixit
“A questa vicenda vogliamo comunque andare in fondo per una questione di principio, per fare capire che le tifoserie che vengono a Biella devono comportarsi in un certo modo. Per il momento, come amministrazione comunale, abbiamo proceduto con l’apertura di un sinistro. Nel momento in cui la questura dovesse individuare i colpevoli, è nostra intenzione rivalerci e farci pagare i danni”
(Giacomo Moscarola, assessore allo Sport, parlando a Il Biellese delle tracce lasciate allo stadio dal passaggio degli ultras dopo Biellese-Varese di otto giorni fa)
La scuola infinita
E va bene, ne serve ancora uno di passaggio burocratico per la famosa scuola hi tech nell’ex deposito dell’Atap che sorgerà in corso Risorgimento. Succederà oggi e sembra incredibile che ci sia ancora qualche documento in sospeso per un progetto partito più di dieci anni fa, quando Biella si candidò a un bando dell’Inail (sì, l’ente pubblico che si occupa di infortuni sul lavoro) per finanziare progetti per nuove sedi di istituti di istruzione. C’era al governo Matteo Renzi, se mai fosse ancora necessario ribadire la distanza temporale. Biella vinse il bando con il suo progetto che prevedeva uno stabile bello da vedere e funzionale per studiarci, che comprendesse aule e laboratori per gli indirizzi agrario e alberghiero dell’Iis Gae Aulenti. Tutto semplice, no? No. E se si cerca un paradigma per le strade tortuose che devono seguire i progetti pubblici (chi ha pensato alla scuola di polizia penitenziaria all’ex ospedale?), questo è davvero un caso da manuale. Tutto si fermò per via di un ricorso presentato dalla città metropolitana di Torino che mise in dubbio la graduatoria che vedeva Biella così in alto. Fu lungo il riesame dei documenti reso peraltro inutile dal ritiro del ricorso stesso. Ma nel frattempo l’iter era arrivato a ridosso del 2020 e della pandemia che tutto ha condizionato e fermato. E dopo che il coronavirus ha cessato di essere una minaccia, l’intoppo è stato dato dalla differenza di costo per un’opera pensata cinque anni prima e messa sotto scacco anche dal rincaro delle materie prime dovuto alle varie crisi geopolitiche mondiali. Così è servito un supplemento di burocrazia per chiedere a Inail se sarebbe stata disposta a finanziare il totale anche dopo il ritocco del preventivo a 17 milioni di euro. Più di un anno fa è arrivato il via libera. Poi c’è stata la cessione dell’area dal Comune alla Provincia (altre carte), la delibera con cui la Provincia stessa ha appaltato la demolizione (altre carte ancora) e nel consiglio di oggi che timbrerà l’ultimo documento per affidare l’area all’Inail. Area sulla quale l’ente biellese sta spendendo 700mila euro per la demolizione di quello che resta della vecchia officina-deposito dei bus Atap.
Cosa succede in città
Oggi alle 15 a Biella comincia un pomeriggio dedicato ai più piccoli per il lunedì grasso di carnevale. La prima festa è al centro d’incontro del Vernato in via Ivrea a cura del comitato del Thes. Alle 15,30 Gipin e Catlin-a danno appuntamento al Circolo Sociale di piazza Martiri per un’altra festa per i più piccoli
I titoli della settimana
Le notizie principali degli ultimi sette giorni secondo le prime pagine dei giornali locali
Lunedì 9
Eco di Biella Sanità tagliata, biellesi tassati
Martedì 10
Il Biellese Mercato, 50 negozi lo vogliono in centro
La Stampa Sono Pollone, Gifflenga e Muzzano i Comuni più ricchi della provincia
Mercoledì 11
La Provincia di Biella Vita da rider: «Tiro a campare pedalando per 2 euro a consegna»
La Stampa Mense scolastiche, Biella da record: un primato che parte dalle famiglie
Giovedì 12
Eco di Biella Castagnetti nella bufera
La Stampa Biella, dopo la tragedia di Crans controlli a tappeto nei locali pubblici
Venerdì 13
Il Biellese Dal “telaio” alla “ballerina”: Biella teme le nuove truffe
La Stampa Dai cammini agli itinerari in bici il grande boom del turismo slow
Sabato 14
La Provincia di Biella Ritorna (quasi) la vasca
La Stampa Piazze al buio, ruderi e strade ko: il grido d’allarme delle periferie
Domenica 15
La Stampa Caro-biglietti, pendolari in rivolta: “La Regione faccia retromarcia”



